Coerenza e Risonanza nell’Organismo Umano – parte II

L’elettrofisiologia è la scienza che studia l’attività elettrica dell’organismo.

Il primo scienziato a scoprire l’elettricità animale fu Galvani, medico bolognese, docente all’università, scoprì casualmente sulla rana, che era l’animale preferito per i suoi esperimenti di anatomia e fisiologia,  quella che poi chiamò “elettricità intrinseca all’animale”, e disse che c’era una correlazione tra elettricità e vita.

Oggi sappiamo molto sull’argomento elettricità animale, ma ancora non riusciamo a sfruttarne tutte le potenzialità.

Peccato che si studi quasi esclusivamente l’attività elettrica, ad esempio del cuore e non venga nemmeno presa in considerazione l’attività magnetica, anche se sappiamo che il movimento di ogni carica elettrica genera un campo magnetico, perciò dovunque vi sia attività elettrica in realtà vi è attività elettromagnetica.

Peraltro sappiamo che il cervello comunica attraverso segnali elettrici i quali collegano molto rapidamente le varie aree cerebrali, permettendo in questo modo una efficacissima sincronizzazione tra aree cerebrali, fondamentale per lo svolgimento di tutte le funzioni cognitive, sensitivo-motorie, e autonomiche.

Francesco Bottaccioli ci spiega esplicitamente che le connessioni tra aree cerebrali (connettoma) sono di due tipi: 1) strutturale, cioè di tipo anatomico, fisico, rappresentato dai filamenti della sostanza bianca, e 2)funzionale, cioè basato su segnali, oltre che chimici, anche elettromagnetici, e sono proprio questi ultimi che mettono in fase i neuroni dei circuiti.

Si comincia anche a parlare di “segnali elettromagnetici sotto forma di fotoni”.

Tutta la materia vivente ha una proprietà fondamentale che è la “ritmicità”, e una “capacità oscillante”, per cui i ritmi biologici “hanno un’origine interna” e “l’ambiente esterno esercita un’influenza fondamentale nel sincronizzarli, nel metterli in fase”. Come è possibile mettere in fase i miliardi di miliardi di cellule che costituiscono l’organismo umano, se non con un meccanismo di risonanza e coerenza em?

Poi qua e là, nel suo libro, si deduce ancora che non ci possono essere altre spiegazioni se non quelle che la fisica spiega con una certa dovizia di particolari, a fenomeni del tipo: “il sistema immunitario è in grado di recepire lo stato di salute delle cellule, non solo segnali di morte, ma anche di semplice sofferenza”. Oppure ancora si legge che “le chemiochine (piccole proteine che segnalano al sistema immunitario che c’è bisogno del suo intervento in un dato luogo) funzionano da calamite che selezionano il traffico leucocitario”.

Si legge ancora nei testi di Bottaccioli: “La ricerca più recente assegna all’ippocampo un ruolo che può essere letto proprio con il concetto di strutturazione del campo, in questo caso dell’area corticale dove verrà depositato il ricordo, che ha un passaggio cruciale con l’emissione, dall’ippocampo alla corteccia, di un campo EM ad elevata frequenza”.

Procedendo nella lettura dei testi di PNEI dello studioso si trovano altre indicazioni chiare su altre vie di comunicazione, oltre a quelle molecolari, nel corpo umano. Il clou è raggiunto al capitolo de: “La modulazione del network: le terapie naturali”. Nel paragrafo sull’omeopatia dice chiaramente: “l’azione del rimedio omeopatico […] è rivolta a sollecitare una reazione riequilibrante della forza vitale. […]in omeopatia non interessa la malattia, bensì il malato, inteso come individuo dotato di un principio vitale che, se opportunamente sollecitato , è in grado di eliminare il disordine e riconquistare la salute”. E aggiunge: “in realtà tutto è molto più complicato e più vicino ai paradossi omeopatici di quello che si possa pensare”.

La biologia ci spiega che noi siamo un insieme di molecole legate da forze chimiche

È chiaro che qualsiasi operazione interessi le molecole organiche avvenga su basi chimiche, interazioni tra atomi e legami chimici; ma il raggio d’azione delle forze chimiche corrisponde al diametro della molecola. Che cosa coordina allora gli incontri molecolari all’interno della sostanza vivente, in modo che le sequenze siano ordinate e non sulla base di disordinati meccanismi diffusivi?

Se osservassimo le interazioni che avvengono nella materia vivente con gli occhi di un fisico vedremmo campi EM tra elettroni che vibrano ad una certa frequenza ed emettono radiazioni di una certa lunghezza d’onda. Quindi le molecole si organizzano e interagiscono tra di loro in base alle loro cariche elettriche e a meccanismi di attrazione e repulsione: la molecola finale è sempre la più stabile dal punto di vista energetico.

Guardiamo ora un po’ più in profondità.

Il compianto Emilio Del Giudice ci dice (trascrizione di parte di un video): “Nessun oggetto fisico al mondo, incluso il vuoto medesimo è libero di non oscillare. Questo apre delle grandi possibilità. Possiamo quindi avere vari oggetti che oscillano in fase tra di loro oppure possono esercitare delle forze tra di loro e interrompere così l’oscillazione in fase.

Possiamo dunque avere una forza interna a qualunque oggetto collegata alla fase e alla risonanza.

Grazie al fatto che gli oggetti quantistici fluttuano possono esistere dei regimi in cui le oscillazioni di molti componenti si mettono in fase (si muovono a ritmo come dei danzatori), questo fenomeno nel mondo della fisica si chiama coerenza.

Si può dimostrare come teorema generale che la capacità di andare a ritmo dipende dal numero dei partecipanti. Se il numero dei partecipanti è sufficientemente alto, dopo un po’ le molecole saranno in grado di risuonare tutte insieme. Siccome le molecole sono fatte di particelle cariche, l’oscillazione di particelle cariche crea un campo elettromagnetico di forma ben definita, cioè un suono puro, non un rumore. Come in un canto tutti vanno a ritmo e nessuno e stonato. In questo caso si crea un dominio di coerenza che ha una taglia che è la lunghezza d’onda dell’oscillazione responsabile del mettersi insieme.

Spontaneamente emergono le taglie in natura. Ogni organo ha +/- 10% una taglia ben definita che è frutto della coerenza. Qual è l’elemento biologico che non ha una taglia definita? Il tumore. Che cresce indefinitamente e non obbidisce a nessuna legge. Questo perché nel tumore non c’è coerenza. In un tumore gli oggetti non risuonano tra di loro. Il cancro è una malattia in cui le molecole perdono per qualche ragione da stabilire la loro coerenza.

Glie esseri viventi sono fatti principalmente di acqua. il 99% delle molecole che ci compongono sono di acqua ma siccome il peso specifico è più basso delle altre molecole, l’acqua corrisponde solo al 70% del peso corporeo.

La ragione della prevalenza di acqua nel nostro corpo è data dalla sua caratteristica che quando le molecole d’acqua diventano coerenti, l’oscillazione che fa una molecola d’acqua arriva fino al livello in cui un elettrone diventa libero. Nel dominio di coerenza dell’acqua si crea un insieme di elettroni pressoché liberi che possono essere messi a loro volta messi in oscillazioni. Si può creare una gerarchia di livelli di coerenza. Abbiamo tante molecole che diventano un dominio di coerenza, tanti domini di coerenza che diventano coerenti tra di loro, e così via sempre a livelli superiori creando una gerarchia di livelli di coerenza. In questo si sistema si possono costruire sistemi sempre più complessi ed esseri viventi sempre più grandi.

Un essere vivente funziona bene quando la gerarchia funziona bene e cioè quando si da energia ad un certo livello riesce ad alimentare a cascata tutti i livelli di coerenza”.

Un campo EM è sia un distributore di energia, attraverso i fotoni (particelle), sia un oscillatore (onde) portatore di ritmo.

La fisica quantistica ci insegna che i due aspetti (particella e onda) non possono essere definiti simultaneamente; un po’ come dire, per trovare una metafora comprensibile, che la stessa persona è sia mamma che impiegata, ma quando è mamma non si possono cogliere gli aspetti dell’impiegata, e viceversa. Questa persona sarà mamma o impiegata a seconda della situazione, ma la persona è sempre la stessa. Così l’energia em si rivela sottoforma di particelle (quanti o fotoni), o di onde (fase) a seconda di cosa si cerca.

Sia i fotoni che la fase (ritmo) sono molto importanti in quanto qualsiasi oggetto vibra.

Vibrazioni ordinate e coerenti possono connettere oggetti tra loro in virtù del fenomeno della risonanza, e creare un oggetto unico con una vibrazione collettiva.

È un po’ come dire che in una sala da ballo una musica senza ritmo suona e nessuno balla, poi il ritmo si trasforma in un valzer e questo mette in risonanza tutti quelli a cui piace il valzer e che cominciano a ballare tutti insieme.

Se il ritmo dell’orchestra si potesse sentire anche al di fuori della sala da ballo, ci sarebbero sempre più persone che ballerebbero il valzer: un numero indefinito di persone.

Il ritmo del valzer è il campo em che tiene in fase gli atomi di cui è composta la materia.

Quando il ritmo del valzer si interrompe, chi ballava non balla più e ogni persona torna al proprio posto; quando gli orchestrali non suonano più non tengono più in coerenza i ballerini ed essi stessi si disperdono uscendo dalla sala con i loro strumenti. Allo stesso modo quando il campo em per qualche ragione fisica perde la coerenza, non mantiene più in fase gli atomi ed esso stesso si disperde sottoforma di fotoni. L’emissione dei fotoni cresce al crescere della perdita di coerenza, e al biowell (vedremo dopo) si evidenzia come forte emissione: tanto più forte quanto più l’organismo è sofferente, e raggiunge il massimo al momento stesso della morte.

Dunque l’aspetto importante è che il campo em non è un qualcosa che fornisce energia al sistema vivente, ma è un qualcosa che regola i processi organici mettendoli in coerenza di fase.

Che cosa è una proteina?  È un assemblaggio di aminoacidi che viene fatto sulla base di una sequenza genica. Una volta uniti insieme gli aminoacidi, però, le proteine non rimangono con la forma di filamenti semplici, ma cominciano a ripiegarsi su se stesse a seconda della distribuzione delle cariche e assumono conformazioni particolari in modo che alla fine sia raggiunto un equilibrio termodinamico stabile.

Il punto è che ci sono infinite possibili conformazioni stabili di una proteina, ma alcune di esse cambiano completamente la funzione della proteina stessa, tanto da farla diventare potenzialmente tossica.

Come viene scelta la conformazione giusta? Ovviamente il processo non può essere casuale, altrimenti le stesse proteine avrebbero conformazioni tutte diverse.

È anche noto che in laboratorio al di fuori dell’ambiente cellulare vivente, la sintesi artificiale delle proteine è praticamente impossibile.

Il funzionamento della cellula, dunque, dei suoi componenti, delle sue reazioni, dipende dall’interazione sincronizzata e coerente di tutti i componenti. È chiaro che, esistendo infinite possibilità diverse di interazioni, ci deve essere qualcosa che le gestisca senza errori, e questo qualcosa esiste solo al’interno della cellula vivente.

E qui mi viene una riflessione. L’organismo vivente, dice il biologo Ernst Mayr, si distingue da un oggetto inanimato perché il primo è portatore di un programma genetico.

Se noi riflettiamo sulla complessità degli organismi viventi in generale e sull’essere umano in particolare, e riflettiamo anche sul fatto che il programma genetico è identico in ogni nostra cellula, ci dobbiamo chiedere che cos’è quel qualcosa che determina la moltiplicazione cellulare differenziando così tanto le cellule da portare alla fine ad un individuo così complesso come l’essere umano.

Che si tratti del “campo morfogenetico di Scheldrake, o del campo L di S. Burr, in qualsiasi caso il nostro materiale genetico deve sentirne l’effetto, poiché è proprio lui l’effettore finale. Forse la differenza con l’oggetto inanimato sta proprio in questo: l’oggetto inanimato non può rispondere a questo campo informativo, non avendo l’antenna per captarlo, perciò i cristalli, ad es, si formano secondo forze chimiche. Ma ecco che se aggiungiamo all’acqua una goccia di un succo vitale (dal sangue al succo di mela) quella particolare vibrazione – informazione propria della vita viene trasmessa all’acqua, la quale prende una forma diversa (cristallizzazione sensibile).

Il nostro corpo è un contenitore di miliardi di molecole diverse: che cosa attira ognuna di esse, con la massima precisione, verso il proprio recettore o verso un’altra molecola con cui reagire?

E il meccanismo che sta a monte del rossore del viso in un momento di imbarazzo: perché proprio sul viso e non su altre parti del corpo?

E questa è una domanda che si è posto anche Charles Darwin, noto scienziato autore del famoso libro “L’origine delle specie” e del meno famoso “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”. Darwin, già nella seconda metà dell’800, dice che l’attenzione concentrata su una parte del corpo modifica la circolazione capillare in quella zona

Laboratorio di neuroendocrinologia della Rockfeller University di New York: B. Mc Ewen studia le influenze dello stress cronico sul cervello.

Ohio University: R. Glaser e J. Kiecolt studiano le influenze dello stress cronico sul sistema immunitario.

Università di Atene: G. Crousos studia le influenze dello stress sul metabolismo e sul sistema ormonale.

Tutti trovano una stretta relazione tra un fenomeno prettamente biologico e un fenomeno prettamente psicologico.

Ultime ricerche in campo genetico: il genoma non è, come si pensava, un “centro direttivo” che dà istruzioni rigide, ma un “dispositivo adattivo che risponde alle esigenze ambientali regolando l’espressione genica” (Bottaccioli: PNEI e scienza della cura integrata. Edra ed. 2016)

  1. H. Waddington, biologo inglese del secolo scorso dice che il compito principale della biologia del ‘900 è quello di spiegare l’emergenza di nuove proprietà NON contenute nei costituenti fisico-chimici elementari.
  2. L. Nanney, genetista americano del secolo scorso: “come si passa da un unico genoma ad una pluralità di cellule molto diverse tra loro? Come si genera e come si mantiene la diversità cellulare? Ci deve essere un sistema epigenetico responsabile”

Oggi sono noti alcuni meccanismi epigenetici di tipo chimico, ma che cosa li avvia?

Cervello: sinapsi elettriche e sinapsi chimiche. Le elettriche costituiscono una via rapidissima tra le varie aree cerebrali. Lo stimolo elettrico è quello che mette in sincronia le aree cerebrali e genera i ritmi circadiani, ed è il sistema per cui il cervello può lavorare come una struttura unitaria, invece che come tante parti separate.

Gli studi in vivo sul cervello dimostrano che questo organo funziona come una rete, con connessioni anatomiche ma soprattutto tramite meccanismi di risonanza e coerenza EM.

Una particolare caratteristica di queste reti cerebrali è la loro plasticità: curioso come l’ambiente, il nostro comportamento, i nostri stessi pensieri, possano cambiare la struttura fisica del nostro cervello, possano modificare le connessioni tra neuroni, e addirittura possano stimolare la produzione di nuove cellule nervose. Con quale meccanismo iniziale non lo sappiamo, sta di fatto che alla base ci sono veloci trasmissioni elettriche, sia locali che a distanza, e le comunicazioni bidirezionali neuroni <-> cellule gliali <-> matrice extracellulare <->…

Inoltre tutti i nostri organi/sistemi sono fortemente interconnessi, e così le nostre emozioni, i nostri pensieri influiscono sul nostro sistema immunitario, digerente, ormonale, respiratorio, e tutti si influenzano a vicenda in una rete sempre più estesa in cui è compreso anche l’ambiente esterno.

Così è chiaro che uno stimolo anomalo in un punto finisce per squilibrare tutto il sistema, ed ecco che uno stress cronico provoca una colite ulcerosa, ma anche una disbiosi intestinale per cattiva alimentazione, farmaci, tossine, provoca allergie, problemi intellettivi, problemi comportamentali.

È perfettamente chiaro, ora che la dimensione psichica e la dimensione biologica si influenzano reciprocamente.

Un organismo vivente cerca di vivere in costante equilibrio e questo equilibrio è mantenuto da un campo EM prodotto dalle sue stesse cellule. Le cellule dello stesso organo hanno composizione identica e perciò vibrano alla stessa frequenza: esse entrano in risonanza tra loro e comunicano attraverso il segnale EM.

Szent Gyorgyi dice che: “le molecole non devono entrare in contatto per interagire. L’energia può fluire attraverso il campo EM. Il campo EM, insieme all’acqua, forma la matrice della vita”.

Si sa anche che gli esseri viventi, uomo, animali e anche le piante, sono influenzati da cambiamenti geomagnetici: alcune persone stanno male, gli animali sentono i terremoti. La magneto terapia è indicata nelle fratture ossee (e non solo), e così via.

L’energia elettrica è sempre accompagnata da energia magnetica: noi siamo quindi emettitori di energia EM in tutto lo spettro dagli infrarossi agli UV. Es: se misuriamo la febbre siamo nello spettro degli IR; tutta la materia che vediamo è luce colorata, dunque spettro del visibile; le divisioni cellulari emettono nello spettro degli UV, e così via, e tutto questo validato “implicitamente” anche dalla medicina.

Esistono dispositivi che registrano e misurano i campi EM che circondano il corpo umano, e in alcune cliniche universitarie, es Spaggiari a Milano, si usa il magnetogramma (cardio e encefalo) perché sono indicatori più accurati degli eventi energetici che hanno luogo all’interno del corpo.

I campi EM cominciano ad essere usati non solo in campo ortopedico (elettromagnetoterapia), ma, da alcuni medici illuminati, anche in campo clinico (ogni tessuto risponde ad una determinata frequenza)

Si è scoperto che frequenze estremamente elevate (EHF) con intensità molto basse, stimolano la guarigione, la rigenerazione dei tessuti, e alleviano lo stress.

  • Se abbiamo capito che le onde EM di cui siamo circondati (ripetitori, alta tensione, cellulari, elettrodomestici, wifi, pc..)interferiscono con le nostre attività metaboliche e ci fanno stare male
  • Se pensiamo che anche solo quando cambia tempo si risvegliano vecchi dolori, o ci sentiamo storditi, ci gira la testa, dormiamo male, siamo stanchi
  • Se pensiamo a tanti dispositivi di diagnosi e terapia medica sono basati sul decodificare onde elettriche e EM (EEG, ECG, RMN, MCG, MEG…)

Se tutto questo è vero e validato dalla scienza, non si capisce perché quando si parla di campo energetico umano si è increduli. Ma soprattutto non si capisce perché le facoltà di medicina e biologia non abbiano ancora integrato ufficialmente questi aspetti dell’essere vivente negli ordinamenti come materia di studio.

All’istituto americano “HeartMath Institute®” si studia tutto quello che riguarda il cuore. I ricercatori hanno evidenziato, tra l’altro, una relazione tra lo stato emotivo e lo spettro di frequenza dei segnali elettrici provenienti dal cuore: i sentimenti di amore, affetto, compassione o quelli di frustrazione e rabbia, hanno influito sui segnali prodotti dal cuore. Questi segnali vengono condotti ad ogni singola cellula somatica e anche irradiati nello spazio che circonda il corpo.

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È dunque importante che sia chi riceve che chi somministra trattamenti di benessere sia focalizzato unicamente su sentimenti di amore incondizionato e guarigione

Freud stesso era convinto che tra terapeuta e paziente operasse a livello inconscio uno scambio energetico, con effetti sulla salute mentale, emotiva e fisica di entrambi.

In effetti il segnale EEG di una persona può essere registrato nell’eeg e anche in altre parti del corpo di una persona vicina (Nitamo Montecucco).

Il cuore non è solo un organo muscolare che pompa sangue all’interno del nostro corpo, ma è considerato da sempre un centro vitale e la fonte delle emozioni. Esso comunica direttamente con il nostro cervello, con tutto il nostro organismo e con l’esterno.

Il campo elettromagnetico del cuore, di gran lunga il settore più potente della ritmica prodotta dal corpo umano, non solo avvolge ogni cellula del corpo, ma si estende anche in tutte le direzioni nello spazio intorno a noi. Il campo cardiaco può essere misurato fino a diversi metri di distanza dal corpo con dispositivi sensibili. La ricerca condotta presso l’HMI suggerisce che il campo del cuore è un vettore importante di informazioni.

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 Siamo energia e informazione, i nostri organi comunicano tra loro tramite campi energetici, comunichiamo tra noi esseri viventi tramite vibrazioni, e possiamo ammalarci esponendoci a vibrazioni nocive, ma anche curarci con vibrazioni benefiche.

Il nostro campo energetico è stato reso visibile, e anche le sue modificazioni sono visibili, tramite diversi dispositivi: uno di questi è il Biowell, tramite la tecnologia GDV (ne parlerò in dettaglio al capitolo….)

Le energie elettriche e magnetiche sono quelle più facili da misurare, ma non dimentichiamoci che nel nostro corpo operano anche altre forme di energia: luce, suono, calore, gravità, chimica: tutte forme di energia anche queste misurabili.

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