Chi sono

io

Sono Emanuela.
Benvenuta/o chiunque tu sia!

Che cosa dire di me?
La mia vita, come quella di tante persone, non è mai stata facile. Anzi potrei dire che è stata sempre una lotta: lotta per nascere e per sopravvivere, lotta per crescere ed esprimermi, lotta per affermare una mia identità in un mondo dove prevale l’appiattimento e dove troppo spesso viene premiata l’apparenza e screditata la sostanza.
Ho lottato e lotto ancora in un mondo di competizioni, io che ad essere competitiva proprio non mi ci trovo; ho lottato e lotto ancora per capire e far capire che è fondamentale la consapevolezza di se stessi e del mondo che ci circonda. È importante che le scelte che facciamo siano le nostre proprie scelte e non le scelte degli altri: è importante e difficilissimo e non ce ne rendiamo conto.

Un percorso per niente facile, irto di dubbi, di ricerche, di prove, errori e riprove, un percorso dove la fine non riesco a vederla. Nulla è scontato, nulla è certo. Un percorso in cui un’acquisizione diventa immediatamente la base per un nuovo dubbio, una nuova ricerca.

Ma nonostante tutto questo, e ancora molto di più, potrei raccontare che sono madre di due splendide creature, ormai adulte, che mi hanno dato, e continuano a darmi, gioie e dolori e tanto tanto Amore.

Che con i miei compagni di viaggio ho sperimentato odio e amore, rabbia e complicità, momenti di delirio e momenti di vera gioia e provo gratitudine, come penso debba essere.

Che la mia famiglia, nonostante profondi conflitti, è sempre pronta ad appoggiarmi e a sostenermi, tanto più quanto più grande è il bisogno, e non mi sento mai sola.

Che dalle persone che ho conosciuto ho ricevuto a volte lodi e apprezzamenti, a volte disprezzo e invidia, forse anche qualche maledizione. E comunque mi hanno fatto comprendere che anche questo fa parte della vita, e sono state ricambiate a volte con gratitudine, a volte con indifferenza, ma mai con odio o rancore.

Che dai miei amici ho ricevuto e ricevo sostegno, accoglienza, ascolto e ne do a mia volta

Potrei dire che dai miei pazienti ho ricevuto i più importanti insegnamenti di vita

SLA

Sono una fisioterapista. Di quelle che, oltre a fare interventi individuali in studio privato, ha voluto e potuto sperimentare che cosa voglia dire vivere le pene e i disagi di una patologia grave, nella vita di tutti i giorni, all’interno delle proprie famiglie, da parte di persone con situazioni di salute drammatiche, e con malattie spesso incurabili.
Ho avuto la fortuna di vivere tutto il dolore, la sofferenza, la rabbia, la lotta, la rassegnazione, l’accettazione, la consapevolezza; i mille problemi della nuova gestione della propria vita, della difficoltà a riorganizzare la propria famiglia.
E il conflitto più grande: quello della perdita della propria identità e dell’essere messi di fronte a qualcosa non solo di inaspettato, ma davvero enorme, tanto enorme da non vederne i limiti né, spesso, una via di uscita.

famiglia

E vi assicuro che, al di là di tutte le affermazioni “commerciali” del tipo  “cambia il tuo karma” – “pensiero positivo” – “crescita personale” – “la tua mente crea” – “sii chi vuoi essere” – “mente quantica” e altri titoli sullo stesso genere, chi non ha mai provato a vivere, anche solo di riflesso, certe situazioni, difficilmente riesce a capire.

E così le esperienze di vita mi hanno insegnato, e mi stanno insegnando, che cos’è la compassione, l’empatia, la complicità, l’Amore verso il prossimo. E che anche la stanchezza, l’insoddisfazione, il dubbio, la delusione, la rabbia fanno parte della vita.
E ringrazio per aver potuto sperimentare una grande varietà di emozioni, aver potuto provare sentimenti con tante sfumature, aver potuto conoscere tante persone ognuno con le proprie peculiarità, i propri talenti, il proprio modo di pensare e di affrontare la vita.
E anche tanti tanti modi differenti di intendere la malattia e la guarigione, e tanti tipi diversi di reazioni alle proposte di aiuto.

E ora, se sei arrivata/o a leggermi fin qui, magari sei curiosa/o di sapere ancora qualcosina di me.
E non è affatto un’altra storia